La Corte dei Conti si fa aiutare dall’intelligenza artificiale per i controlli sugli enti locali


Corte dei Conti, Sezione delle Autonomie, deliberazione n. 1 /SEZAUT/2026/INPR


I controlli sulla finanza locale appaiono particolarmente idonei come terreno di applicazione dell’IA, considerato il numero rilevante di enti da sottoporre ciclicamente a controllo ad opera delle Sezioni regionali della Corte dei conti e la disponibilità di una grande quantità di dati digitalizzati già nel patrimonio informativo della Corte, o comunque accessibili presso altri soggetti istituzionali.
Due fattispecie concrete sono attualmente in corso di sperimentazione, per il momento circoscritte ad alcuni ambiti regionali, ma con potenziali ricadute operative, a regime, sull’insieme dei controlli finanziari in ambito territoriale.


Il primo ambito di sperimentazione di strumenti basati sull’IA generativa è stato avviato nel 2025 e troverà applicazione a regime auspicabilmente nel 2026. Si tratta del già richiamato modello predittivo del distress finanziario che è conosciuto con il nome di Mo.dì. Tale modello si avvale dell’estrapolazione massiva dei dati presenti nel sistema Conosco-Con.Te per la codificazione di parametri idonei a stimare il livello del rischio d’insorgenza della crisi finanziaria dell’ente territoriale
Nello specifico, Mo.dì monitora i seguenti indicatori critici:
• il ripiano del disavanzo e le anticipazioni di tesoreria reiterate;
• la giacenza di cassa e l’ammontare dei debiti fuori bilancio;
• lo stato del contenzioso e la congruità del Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità (FCDE);
• le percentuali di riscossione e la gestione dei residui attivi e passivi;
• l’andamento delle società partecipate.
L’obiettivo principale del modello è quello di consentire l’attivazione immediata di misure di prevenzione del dissesto, agendo prima che la crisi diventi irreversibile. Operativamente, Mo.dì fornisce alle Sezioni regionali di controllo un unico indicatore sintetico percentuale che esprime il livello di fragilità di ogni ente. Tale indicatore funge da strumento di screening obiettivo, permettendo ai magistrati di selezionare e sottoporre a controllo finanziario prioritario gli enti che mostrano i maggiori segnali di deterioramento
Il modello (assistito comunque dall’expert judgment dell’operatore umano) può essere integrato nei processi decisionali delle Sezioni regionali di controllo anche come strumento di screening per le attività di controllo finanziario: infatti, esponendo con un unico indicatore sintetico percentuale la situazione di fragilità suscettibile di condurre al deterioramento critico, dovrebbe consentire alle Sezioni territoriali di selezionare con criteri obiettivi gli enti da sottoporre in via prioritaria ai controlli finanziari.


Più embrionale, invece, l’utilizzo dell’IA generativa per l’accelerazione del controllo-monitoraggio sui bilanci preventivi e consuntivi degli enti locali.
A tale proposito, è stata da poco firmata una convenzione con l’Università di Milano–Bicocca per lo sviluppo di una piattaforma basata sull’IA generativa che renda più efficaci ed efficienti le attività di analisi e verifica degli equilibri finanziari, consentendo l’estensione in modo continuativo a un numero più elevato di enti (se non a tutti), sottoposti a controllo.
Senza mai sostituirsi all’operatore umano (in linea con quanto prescritto dall’art. 15 della legge n. 132 del 23 settembre 2025), l’impiego di tali tecnologie dovrebbe consentire di velocizzare e attualizzare l’attività istruttoria, raffrontare le risposte fornite dai diversi enti, adottare criteri più standardizzati di valutazione, individuare più agevolmente le criticità, rafforzare la qualità dei controlli mediante l’utilizzo completo di tutte le informazioni disponibili e pervenire a una più consapevole ponderazione dei risultati. Al tempo stesso, dovrebbe essere possibile contestualizzare meglio il singolo ente sottoposto a controllo, analizzandone l’evoluzione economico-finanziaria nel tempo e nel confronto con realtà analoghe del medesimo territorio o di altre realtà regionali, ciò risolvendosi in maggiori garanzie di uniformità di trattamento anche per gli enti controllati.
Si prevede di lanciare il prototipo nel 2026.

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