La mancata copertura nel bilancio preventivo delle effettive necessità dell’azienda sanitaria, è in contrasto con la corretta programmazione


Corte dei Conti, Sezione regionale di controllo per il Friuli Venezia Giulia, deliberazionei n. 10/2026/PRSS


In sede di approvazione del bilancio di previsione il Collegio sindacale aveva espresso il proprio parere favorevole rilevando che “il bilancio risulta predisposto nel rispetto della normativa e delle direttive regionali che prescrivono obbligatoriamente il pareggio di bilancio e non sulla base dei fabbisogni e degli atti di programmazione aziendale. Quindi, a meno che non siano assegnati ulteriori finanziamenti nel corso dell’anno, come avvenuto negli anni precedenti, l’azienda dovrà riaggiornare la programmazione aziendale per renderla congrua e coerente con i valori indicati. Pertanto, l’attestazione da parte del Collegio sull’attendibilità, coerenza e congruità dei valori indicati è rimandata all’esplicitazione delle modalità e ai programmi con cui l’azienda intende pervenire al pareggio dei conti.


La chiusura contabile a consuntivo con un saldo di conto economico della gestione sanitaria pari a zero, frutto dell’integrazione dei finanziamenti di cui alla Delibera di Giunta Regionale n. 1964 del 07 dicembre 2023, operata pertanto in prossimità della chiusura dell’esercizio 2023 e dopo breve tempo rispetto all’approvazione del consolidato degli Enti del Servizio Sanitario Regionale di cui alla Delibera di Giunta Regionale n. 1798 del 2023, evidenzia un vulnus al principio contabile della programmazione, rappresentando un’anomalia all’interno in un sistema di contabilità economico aziendale.

Infatti, seppur non vengono in rilievo criticità sotto il profilo della capacità finanziaria garantita dalla Regione Friuli Venezia Giulia di far fronte alle necessità manifestata dalla gestione sanitaria, così intervenendo a favore del mantenimento dell’equilibrio di bilancio, la mancata individuazione e copertura a preventivo delle effettive necessità Aziendali si pone in contrasto con il processo programmatorio di analisi e valutazione che, comparando e ordinando coerentemente tra loro le politiche e i piani, consente di organizzare, in una dimensione temporale predefinita, le attività e le risorse necessarie per la realizzazione di fini pubblici attribuiti.

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