Confermato: la mobilità al giudice ordinario, concorsi interni ed esterni al giudice amministrativo

Corte di Cassazione, SS.UU., ordinanza n. 16452 del 30 luglio 2020

Deve essere data continuità ai principi affermati da queste Sezioni Unite che, con riferimento al tema di mobilità per passaggio diretto tra pubbliche amministrazioni, disciplinata attualmente dal D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, art. 30, hanno affermato “che integrando siffatta procedura una mera modificazione soggettiva del rapporto di lavoro con il consenso di tutte le parti e, quindi, una cessione del contratto, la giurisdizione sulla controversia ad essa relativa spetta al giudice ordinario, non venendo in rilievo la costituzione di un nuovo rapporto lavorativo a seguito di procedura selettiva concorsuale e, dunque, la residuale area di giurisdizione del giudice amministrativo di cui al D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, art. 63, comma 4.”( cfr Cass S.U. n .32624/2018,n.33213/2018).

Va , altresì, ricordato , con riferimento all’art. 63 , comma 4, dlgs 165/2001 che queste Sezioni unite ( cfr S.U. n. 8522/2012,n .26270/2016 ) hanno più volte affermato che detta norma , si interpreta, alla stregua dei principi enucleati, ex art. 97 Cost., dal giudice delle leggi, nel senso che per “procedure concorsuali di assunzione”, ascritte al diritto pubblico ed all’attività autoritativa dell’amministrazione, si intendono non soltanto quelle preordinate alla costituzione ex novo dei rapporti di lavoro (come le procedure aperte a candidati esterni, ancorché vi partecipino soggetti già dipendenti pubblici), ma anche i procedimenti concorsuali interni, destinati, cioè, a consentire l’inquadramento dei dipendenti in aree funzionali o categorie più elevate, con novazione oggettiva dei rapporti di lavoro.
In applicazione di tali principi deve affermarsi ,nella fattispecie, la giurisdizione ordinaria

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