Corte di Cassazione, entenza n. 8710 del 02 aprile 2025
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Va a mare mentre è in “permesso 104” per assistere la madre disabile: la Cassazione annulla il licenziamento
I social, i messaggi nelle chat e i procedimenti disciplinari: posizioni di TAR, Garante, Cassazione e Corte Costituzionale
In questi giorni ha avuto ampia eco sui quotidiani la sanzione che il Garante Privacy ha comminato ad una società per aver utilizzato i messaggi di Whatsapp e Facebook per licenziare un dipendente; la multa è stata di 420.000 euro.
Come vedremo brevemente in questo post, la posizione del Garante non sempre è stata condivisa dagli organi giurisdizionali, e in subjecta materia stiamo assistendo negli ultimi anni ad una rapida evoluzione della normativa e delle interpretazioni.
Vedremo la posizione del Garante Privacy (che non è sempre stata omogenea nel tempo), dei giudici amministrativi, della Suprema Corte di Cassazione, facendo riferimento anche al Codice di comportamento dei pubblici dipendenti (nel 2023 modificato sull’argomento) e ad una recente sentenza della Corte Costituzionale in materia affine.
Continue readingIl licenziamento disciplinare è legittimo anche se il dipendente pubblico ha rimosso la situazione di incompatibilità
Per sostenere l’abusivo utilizzo del pc aziendale, non bastano ora e numero dei collegamenti, ma si deve fornire pure la prova della loro durata
Il funzionario che non controlla le fatture che liquida, può essere licenziato
I commenti (anche offensivi) scambiati nella chat di whatsapp non possono essere causa di licenziamento
E’ legittimo il licenziamento per abuso dei permessi 104, se la RSA dove è ricoverato il disabile ha anche personale sanitario
Le condotte extralavorative, e le relative condanne penali, possono condurre al licenziamento solo se sono idonee a ledere il rapporto di fiducia
Metodi da setta non si addicono ad un magistrato
Lavorare durante la malattia, anche solo per due giorni, è giusto motivo di licenziamento
Corte di Cassazione, sentenza n. 2516 del 26 gennaio 2024
Continue readingFare la spesa in orario di servizio non è alterazione dolose dei sistemi di rilevazione della presenza, e non giustifica il licenziamento
La norma contro i “furbetti del cartellino” ha introdotto una nuova fattispecie legale di licenziamento, che supera ogni diversa disposizione del CCNL
Corte di Cassazione, sentenza n. 29028 del 19 ottobre 2023
Continue readingIn caso in cui il sistema di timbrature non sia stato autorizzato né concordato, le risultanze non sono utilizzabili per il licenziamento
È corretto presumere l’ assenza dal servizio, se un altro dipendente ha timbrato il cartellino
Corte di Cassazione, sentenza n 20206 del 14 luglio 2023
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