La rivalutazione dei canoni di locazione passiva della P.A. si applica solo a partire dal 2024

Corte dei Conti, Sezione Regionale di Controllo per la Toscana, Deliberazione n. 12/2026/PAR


Il quesito sottoposto a parere concerne le modalità di determinazione della rivalutazione del canone di locazione passiva dovuto dalle amministrazioni inserite nel conto economico della PA a seguito della cessazione del blocco dell’indicizzazione previsto dall’art. 3, comma 1, del decreto-legge n. 95/2012.
Si chiede di stabilire, in particolare, se l’adeguamento del canone debba considerare esclusivamente le variazioni dell’indice ISTAT maturate a partire dal 1° gennaio 2024, oppure se debba includere anche le variazioni del medesimo indice verificatesi durante il periodo di vigenza della norma fino al 31 dicembre 2023.


La Sezione ha premesso che la disposizione, originariamente limitata al triennio 2012-2014, è stata oggetto di successive proroghe annuali che ne hanno esteso l’applicazione fino 2023.
In assenza di un ulteriore intervento normativo per l’anno 2024, a decorrere dal 1° gennaio 2024 il divieto ivi previsto ha cessato di produrre effetti, con conseguente ripristino della possibilità di rivalutazione dei canoni di locazione passiva secondo i parametri di legge, anche per le amministrazioni pubbliche.
Ciò premesso si deve ritenere al riguardo che tale aggiornamento debba essere calcolato considerando esclusivamente le variazioni dell’indice ISTAT maturate da tale data in avanti, senza che sia consentito il recupero di quelle non computate durante il periodo di blocco.
L’interpretazione proposta, condivisa dalla Circolare del Ministero dell’Economia e delle Finanze n. 16 del 9 aprile 2024, risulta avvalorata sia dal tenore letterale che dalla finalità della disposizione di legge sopra richiamata.
Sotto il primo profilo l’impiego dell’espressione “non si applica” lascia chiaramente intendere che l’aggiornamento del canone, in deroga alla normativa vigente, sia definitivamente escluso per le amministrazioni pubbliche sino al termine del periodo indicato.
Ammettere, al contrario, che questo possa essere successivamente recuperato si porrebbe in contrasto con la finalità della norma, espressamente indicata nel “raggiungimento degli obiettivi di contenimento della spesa pubblica” e che, come confermato nella relazione tecnica alla legge di conversione del decreto-legge n. 95/2012, mira a conseguire risparmi di spesa strutturali.
Alla luce delle predette considerazioni la rivalutazione annuale dei canoni di locazione passiva, ripresa dal 1° gennaio 2024, dovrà pertanto essere determinata considerando esclusivamente le variazioni dell’indice ISTAT successive a tale data, rimanendo escluso il computo degli adeguamenti preclusi durante il periodo di vigenza del divieto

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