Il giorno di pre-ricovero è danno erariale se non collegato a specifiche condizioni cliniche


Corte dei Conti, Sezione Giurisdizionale per la Regione Toscana, sentenza n. 21 del 17 febbraio 2026


La Procura ha contestato alla società convenuta, per una serie di ricoveri effettuati fra il 2013 ed il 2018, la correttezza del ricovero il giorno precedente a quello dell’intervento (c.d. pre-degenza), che, secondo la prospettazione attorea, sarebbe stato disposto in assenza di ragioni mediche, ma solo al fine di sollevare i pazienti, soprattutto se provenienti da località distanti e fuori regione, dai costi connessi al pernottamento.

Il Collegio ha rilevato che, il X  s.r.l. ha posto a carico del servizio sanitario nazionale gli ingenti costi di una giornata di degenza aggiuntiva rispetto a quanto necessario con riferimento alle specifiche condizioni cliniche del paziente. In tal modo mentre quest’ultimo, soprattutto se proveniente da fuori regione, è stato agevolato, non avendo dovuto sostenere in proprio le spese alberghiere per il pernottamento, la struttura ha lucrato il rimborso per la degenza, che, comprendendo servizi ben più ampi rispetto al semplice servizio alberghiero di vitto e alloggio, ha pesato sulle casse pubbliche per importi molto consistenti.

A tal proposito non possono essere condivise le argomentazioni della difesa, che ha evidenziato come fino al 2016 non ci fossero specifiche disposizioni regionali che vietassero la pratica del ricovero anticipato e che solo dal marzo 2016, la regione avrebbe fornito indicazioni per collegare la c.d. pre-degenza a specifiche situazioni di fragilità del paziente che la giustificassero. Infatti, anche in mancanza di un espresso divieto in tal senso, non vi è dubbio, per quanto precedentemente illustrato, che la condotta finalizzata a traslare sull’erario pubblico il costo di un giorno di degenza non richiesto dalle specifiche condizioni del paziente costituisca un comportamento illecito contrario alle regole più generali che sovrintendono allo svolgimento del servizio pubblico sanitario. Peraltro, è la stessa società convenuta che illustra le ragioni della pre-degenza, escludendo qualunque collegamento con le condizioni cliniche del paziente, infatti, come riportato in CTU, “tutti i casi in cui è stato contestato il giorno di ricovero precedente a quello dell’intervento chirurgico, riguardavano pazienti provenienti da oltre 300 Km di distanza (nessuno di loro era toscano). Farli ricoverare la mattina dell’intervento significava farli partire da casa loro alle 2 di mattina, ovvero costringerli a pernottare in albergo ad Arezzo.

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