Come già anticipato (https://www.iusmanagement.org/2025/09/25/annullato-tra-un-anno-il-nomenclatore-tariffario/) il 22 settembre 2026 il nomenclatore tariffario vigente non sarà più in vigore, travolgendo pure tutti gli atti conseguenti e da esso dipendenti, come, per esempio, i provvedimenti regionali di recepimento delle tariffe.
Già è stato elaborato il nuovo nomenclatore tariffario, di cui si allega in fondo una bozza.
Il confronto tra il Nomenclatore 2024 (Decreto Ministeriale 25 novembre 2024) e l’aggiornamento del Nomenclatore 2026 evidenzia un incremento netto delle tariffe massime nazionali per la specialistica ambulatoriale e la protesica, introducendo 210,7 milioni di euro di risorse aggiuntive a regime a partire dal 2027. Il provvedimento del 2026 nasce per sanare alcune criticità metodologiche sollevate dai giudici amministrativi sul testo del 2024, basandosi su una nuova consultazione pubblica e sulla rilevazione dei costi reali.
Dal punto di vista operativo, l’attività si è articolata in una fase preliminare di analisi dei dati di costo trasmessi dalle strutture partecipanti alla rilevazione, distinti in dati analitici per prestazione (Foglio A) e dati aggregati per centro di costo (Foglio B).
La prima fase del lavoro è stata dedicata alla verifica sostanziale della qualità e della coerenza dei dati ricevuti, ulteriore rispetto a quanto più in alto riportato, attraverso un processo di validazione volto a individuare le strutture idonee ai fini dell’analisi. Tale attività è stata condotta applicando un insieme di criteri metodologici predefiniti; il mancato rispetto anche di uno solo di essi ha comportato l’esclusione della struttura dalla osservazione, limitatamente al relativo centro di costo. L’applicazione dei criteri di validazione ha comportato una riduzione della numerosità del campione utilizzabile ai fini delle successive elaborazioni. A partire dal totale delle strutture che hanno partecipato alla rilevazione, sono risultate idonee all’analisi 63 strutture.
Per quanto concerne le modalità di elaborazione dei dati, l’analisi è stata sviluppata secondo due differenti approcci metodologici. Per le prestazioni di diagnostica vascolare e, limitatamente ad alcune tipologie di attività, per la medicina nucleare, è stato possibile effettuare un’analisi puntuale dei costi unitari per singola prestazione, in ragione della disponibilità di un numero adeguato di rilevazioni analitiche.
Per tutte le restanti discipline, considerata la limitata numerosità sia delle prestazioni valorizzate a livello analitico sia delle strutture risultate valide per i singoli centri di costo, si è proceduto all’analisi del costo pieno aggregato per centro di costo (intercettando un numero di strutture maggiore), determinato come somma dei singoli fattori produttivi.
I costi così determinati sono stati successivamente confrontati con il corrispondente fatturato teorico, ricostruito sulla base dei dati del Sistema Tessera Sanitaria, con riferimento alle prestazioni afferenti al medesimo centro di costo, secondo la corrispondenza tra centri di costo e codifiche FA-RE descritta in precedenza.
Lo scostamento rilevato tra il costo pieno e il fatturato teorico ha costituito il parametro di riferimento per la determinazione dell’eventuale adeguamento economico delle prestazioni ricomprese nella medesima aggregazione FA-RE, restituendo, a seconda dei casi, informazioni circa la remuneratività o meno delle vigenti tariffe.
Di seguito viene riportato lo schema comparativo con i principali elementi di differenza:
| Elemento di Confronto | Nomenclatore 2024 (DM 25/11/2024) | Nomenclatore 2026 (Nuovo Aggiornamento) |
|---|---|---|
| Direzione delle Tariffe | Ha sbloccato i LEA del 2017 fissando le prime tariffe nazionali unificate | Nessuna riduzione: introduce solo conferme o aumenti tariffari |
| Impatto Economico SSN | 549,9 milioni di euro complessivi (502,3 mln specialistica / 47,6 mln protesica) | +210,7 milioni di euro aggiuntivi a regime (+183,1 mln specialistica / +27,6 mln protesica) |
| Base Dati dei Costi | Basato su flussi storici, talvolta contestati per l’uso di dati laboratoristici datati (2015/2016) . | Basato su una nuova rilevazione dei costi reali (febbraio-giugno 2026) |
L’aggiornamento 2026 assorbe interamente il valore del 2024 per la specialistica ambulatoriale. Iniettando 183,1 milioni di euro netti in più, punta a remunerare adeguatamente le prestazioni che risultavano sotto-costo.
Nell’ambito dell’assistenza protesica, per i dispositivi e gli ausili “su misura”, l’impatto delle sole prestazioni variate passa da 91,1 milioni di euro del previgente tariffario a 118,7 milioni di euro, generando un incremento netto di 27,6 milioni.