Sconto del payback: le regioni dovranno tagliare la spesa di 120 milioni

La Camera, con 160 voti favorevoli e 99 contrari, ha approvato in via definitiva il disegno di legge di conversione, con modificazioni, del decreto 30 giugno 2025, n. 95, recante disposizioni urgenti per il finanziamento di attività economiche e imprese, nonché interventi di carattere sociale e in materia di infrastrutture, trasporti ed enti territoriali


All’articolo 7 (Disposizioni in materia di ripiano dello scostamento dal tetto di spesa dei dispositivi medici per gli anni 2015-2018 e potenziamento del governo del sistema dei dispositivi medici) si stabiliscono importanti disposizioni in materia di payback

Come molti ricorderanno, le aziende fornitrici di dispositivi medici erano chiamate a erogare alle regioni e province autonome a titolo di payback, come determinato dal DM Salute del 6 luglio 2022, un importo pari a circa 2.085 milioni di euro.
In seguito al rilevante contenzioso scaturito, il Governo con l’articolo 8 del DL n. 34 del 2023 ha previsto l’istituzione di un apposito Fondo statale, con una dotazione pari a 1.085 milioni di euro, il 52 per cento del totale del payback. Sostanzialmente, quindi, è stato previsto uno sconto del 52 per cento a carico del bilancio statale, con l’obbligo a carico delle aziende di versare il restante 48 per cento (1.000 milioni).


L’art. 8, però, condizionava lo sconto alla non attivazione del contenzioso o all’abbandono dei ricorsi esperiti, e all’integrale versamento entro il 30 novembre 2023 della quota a carico delle singole aziende produttrici.
Infatti il comma 3 ultimo periodo precisava che “ Per le aziende fornitrici di dispositivi medici che non si avvalgono della facoltà di cui al primo periodo, resta fermo l’obbligo del versamento della quota integrale a loro carico”.

Il contenzioso, però, non si è arrestato, e si sono pronunciati sia i giudici amministrativi, sia la Corte Costituzionale, confermando la legittimità dei provvedimenti nazionali, regionali e la sostanziale costituzionalità della legge che dispone il payback.

Ora con la disposizione in argomento, rispetto ai richiamati circa 1.000 milioni di euro si prevede: a) che le aziende siano chiamate a versare una quota ulteriormente ridotta, pari al 25 per cento dell’importo originario, in valore assoluto pari a circa 520 milioni di euro; b) un ulteriore intervento statale per 360 milioni di euro, tramite l’istituzione di un Fondo, le cui risorse sono da erogare alle regioni e alle province autonome. In tali termini, le regioni e le province autonome sono chiamate a farsi carico dei residui 120 milioni di euro, pari a circa il 5,8 per cento dell’importo complessivo.
Il testo della norma (art. 7 comma 5) dispone che le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano operano, anche con riferimento alle risorse di cui ai commi 1 e 3, le conseguenti sistemazioni contabili sui bilanci sanitari dell’anno 2025. Tale espressione è chiarita dalla Relazione tecnica, dove si legge che “In tali termini, le regioni e le province autonome sono chiamate a farsi carico dei residui 120 milioni di euro, pari a circa il 5,8 per cento dell’importo complessivo, all’interno degli equilibri dei propri bilanci sanitari
Quindi le regioni e le province autonome dovranno cercare di recuperare 120 milioni di euro della spesa sanitaria già stanziata per il 2025.
Il rischio è che tale operazione possa determinare una riduzione dei servizi erogati, o, comunque, aggravare il deficit della spesa sanitaria, già in grave sofferenza.

Riassumendo, dei 2.085 milioni di euro che le aziende produttrici di dispositivi medici dovevano allo Stato, 1.445 (1085 nel 2023 e 360 con il decreto in argomento) e sono stati “scontati” con oneri a carico della finanza statale, 120 sono stati posti a carico della finanza sanitaria regionale, e i restanti 520 dovranno essere versati dalle aziende entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge.

Tra poco si attendono i calcoli del payback relativo agli anni 2019-2021 che le aziende dovranno versare allo Stato

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